RUBRICA A.D.I.

Risultati di un Trial Controllato

Efficacia dell'ADI in soggetti anziani

L. FERRUCCI - A. DI IORIO - B. SALANI - A. BARONI - G. ABATE
Dipartimento di Geriatria, Ospedale "I Fraticini", INRCA, Firenze
Clinica Geriatrica, Università "G. D'Annunzio", Chieti

Questo studio riporta i risultati di uno studio controllato sulla efficacia della Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) svolto nell'ambito del Progetto Finalizzato Invecchiamento del CNR. Dieci Centri italiani hanno selezionato 139 soggetti di età >65 anni che avevano richiesto il servizio di ADI e che erano disabili in almeno un'attività di base della vita quotidiana ma in grado di trasferirsi e di alimentarsi, non in condizioni cliniche terminali e non in lista per l'ammissione in RSA. I relativi 139 controlli sono stati selezionati intervistando telefonicamente soggetti residenti in aree dove l'ADI non era stata attivata, utilizzando gli stessi criteri All'arruolamento ed in follow-up a 3, 6 e 12 mesi sono stati valutati: performance nell'equilibrio e nella marcia (Tinetti), capacità oggettiva di svolgere le attività della vita quotidiana, stato cognitivo (Short Portable Mental Status Questionnaire), sintomi depressivi (Geriatric Depression Scale), percezione soggettiva della salute e giorni trascorsi a letto ed in ospedale. La valutazione iniziale comprendeva informazioni su stato civile, famiglia, le malattie croniche ed ospedalizzazioni nei 6 mesi successivi. Sono state inoltre rilevate le prestazioni ricevute dai soggetti in ADI I soggetti in ADI erano stati ricoverati in ospedale negli ultimi sei mesi più frequentemente dei controlli, utilizzavano più farmaci e avevano avuto più frequentemente una frattura femorale. I due gruppi non differivano per nessuna altra caratteristica. Le percentuali di soggetti deceduti, ricoverati in RSA o persi per altri motivi nel follow-up erano simili nei due gruppi L'analisi longitudinale è stata limitata a 91 soggetti in ADI ed 87 controlli che erano rimasti nello studio per 12 mesi. Le performance nei test di equilibrio e marcia si mantenevano invariate nei soggetti in ADI e si riducevano nei controlli (p<0.01) Risultati simili si ottenevano analizzando il numero di disabilità oggettive. Il livello cognitivo si manteneva stabile nei soggetti in ADI, mentre peggiorava nei controlli (p=0.007) . Il periodo trascorso in ospedale nei primi tre mesi di follow-up era maggiore nei soggetti in ADI, ma si riduceva più nei casi che nei controlli, e alla fine dello studio i due gruppi erano sovrapponibili . I sintomi depressivi rimanevano stabili nei soggetti in ADI ed aumentavano nei controlli (p=0.007).La percentuale dei soggetti in cui migliorava la percezione soggettiva della salute era maggiore nei soggetti in ADI (p>0.05) L'ADI previene il decadimento fisico funzionale e cognitivo ed ha effetti positivi sul tono dell'umore e sulla percezione soggettiva della salute in anziani disabili, rispetto ad una popolazione di controllo di pari età e grado di disabilità. Gli effetti sul rischio di istituzionalizzazione devono essere ulteriormente studiati.